Post

Post in evidenza

Shock!

Immagine
Ghiacciai che perdono massa un po' ovunque, risorse idriche e innalzamento delle maree che ne subiscono direttamente gli effetti. E migrazioni come conseguenza di siccità sempre più lunghe, mancanza di fonti di approvvigionamento e terreni agricoli improduttivi.

Di questo e del generale degrado dell’ambiente che ha raggiunto livelli catastrofici - e sulla cui gravità l’intera comunità scientifica concorda - se ne discute nella puntata odierna dell'edizione radiofonica "Modem" della Radio Svizzera Italiana.

Con Pio Wennubst, ambasciatore della Confederazione elvetica, vicedirettore della DSC, Direzione sviluppo e cooperazione, Silvia Lafranchi-Pittet, coordinatrice progetti Kam for Sud, ponte tra Svizzera e Nepal e Lorenzo Bellù, economista dell’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura; e con interventi del climatologo Luca Mercalli, del filosofo della scienza ed evoluzionista Telmo Pievani, dello scrittore, giornalista e antropologo ind…

L'insospettabile pervasività del mutamento climatico

Immagine

Ripresa

Immagine
Un campanello d’allarme per tutto il pianeta: quest’anno le emissioni di CO2 torneranno a crescere. È la prima volta dopo tre anni di emissioni stabili e gli scienziati sono preoccupati: con l’aumento della CO2 in atmosfera gli obiettivi di contenimento del riscaldamento globale stabiliti dall’accordo di Parigi sono a rischio. L’S.O.S. arriva dal rapporto 2017 «Global Carbon Budget» pubblicato su Nature Climate Change, Environmental Research Letters e Earth System Science Data Discussionse presentato lunedì mattina a Bonn, in Germania, in occasione della conferenza ONU sul clima, la Cop23. Le analisi sono state condotte da 76 scienziati di 57 istituti di ricerca di 15 Paesi e non prospettano stime incoraggianti (vedi immagini sopra e sotto, io ne avevo già anticipato qualche punto qui).

Dopo tre anni di crescita quasi zero, per il 2017 è atteso un ritorno alla crescita delle emissioni globali di CO2. Si stima un +2% di emissioni generate da combustibili fossili e industria. Inoltre…

3,7 milioni di piscine da 25 metri

Immagine
Finito da alcune settimane l'anno idrologico 2016/17, è tempo di bilanci per i ghiacciai alpini. Ebbene, come si poteva subodorare già da mesi, i ghiacciai svizzeri , durante la scorsa estate, hanno perso moltissima acqua: la perdita stimata di volume estrapolata da tutti i ghiacciai in Svizzera è di circa 1500 milioni di metri cubi, cioè il 3% del loro volume.
La quantità di acqua generata quest'anno da tale fenomeno avrebbe potuto riempire una piscina di 25 metri per ogni economia domestica elvetica (circa 3,7 milioni). Si tratta di una regressione estrema: il 2017 fa parte dei tre anni di maggior fusione da un secolo a questa parte, dunque della moderna epoca antropocenica. Si piazza al terzo posto, dietro il 2003 (l'anno dell'estate da record plurisecolare) e quasi come il 2011 (l'anno dell'estate anticipata ad aprile e protratta fino ad ottobre), ma ben più dell'altra recente estate canicolare, quella del 2015 (caratterizzata dal mese, luglio 2015, pi…

Terra

Immagine
In occasione dell'edizione 2017 dedicato, quest'anno, ai tema dei cambiamenti climatici.
Proiezione ieri sera del bellissimo docu-film di Yann Arthus-Bertrand "Terra", sequel del famoso "Home".

Boschi in fiamme

Immagine
“Chiederemo lo stato d’emergenza nazionale”. L’allarme dell’assessora alla Protezione civile della Lombardia dà la misura della gravità degli incendi di boschi che hanno colpito le province di Varese, Como, Sondrio. Situazione difficile anche in Piemonte, dove le fiamme hanno devastato finora oltre 6mila ettari (60 km quadrati) di boschi pinete e pascoli.
Qui i più gravi incendi degli ultimi 50 anni sono stati favoriti dall’autunno peggiore di sempre per caldo fuori norma e siccità, +2.6 gradi a ottobre e un deficit di piogge del 35% negli ultimi quattro mesi. Il rapporto pubblicato dalla Società Meteorologica Italiana fondata nell’Ottocento, consegna un evento storico che è una misura di come il cambiamento climatico colpisca anche le Alpi. Solo nel 1921 a Torino era piovuto meno a ottobre, nella serie storica che parte dal 1802.
La zona più critica è la Valle di Susa, dove mezzo migliaio di persone di varie borgate sono state sfollate. Vento e siccità stanno rendendo difficili le o…

A prova di imbrogli

Immagine
Degli scienziati svizzeri che registrano le emissioni di gas a effetto serra sulla stazione alpina dello Jungfraujoch si stanno dando da fare affinché i loro dati siano riconosciuti dai controllori dell'attuazione dell'accordo sul clima di Parigi. Ciò soprattutto perché a volte hanno registrato emissioni più elevate di quelle indicate dai singoli paesi. Tra questi anche l'Italia. Un nuovo studio è atteso per la fine del 2017.

La stazione di monitoraggio svizzera, situata sul punto più alto d'Europa raggiungibile in treno (vedi questo video, dal minuto 32' al minuto 39'), è una delle uniche tre a livello mondiale in grado di misurare i gas a effetto serra in diversi paesi. Le altre due stazioni si trovano in Irlanda e in Australia. Stefan Reimann è uno degli scienziati del laboratorio federale svizzero di prova dei materiali e di ricerca Empa che raccoglie i dati allo Jungfraujoch:
la stazione alpina elvetica può controllare in modo affidabile le emissioni di S…

Frane et al.

Immagine
La mattina del 23 agosto, una bella giornata, verso le 9.30 abbiamo visto un gran polverone alzarsi nella valle. Sembrava nebbia, o un’enorme nuvola di fumo, invece era la montagna che scivolava a valle. Chi ha vissuto da vicino è ancora esterrefatto, a quasi due mesi dall’accaduto, nei giorni del parziale rientro a casa degli sfollati. È il racconto di una signora di Soglio, il villaggio che sta di fronte a Bondo, in alto, in Val Bregaglia. Sul pizzo Cengalo la montagna è andata in frantumi, ha invaso il fiume Bondasca ed è rotolata a valle trasformandosi in frana, colata, flusso di detriti, di roccia, acqua, ghiaccio e terra, che tutto assieme ha colpito case e fabbricati, coperto la nuova strada cantonale e lambito la frazione di Spino. Otto dispersi, escursionisti sorpresi sulle pendici dei monti, e il villaggio di Bondo evacuato e divenuto un paese fantasma, isolato, come se fosse protetto da un cordone sanitario.
4 milioni di metri cubi, mi hanno spiegato che questa casa, dove …

Tout va bien...

Immagine
Tutti hanno gli occhi puntati su Ophelia, che sta proponendo una situazione meteorologica mai vista in passato, un uragano che è salito fino alla categoria H3, nel nostro Oceano Atlantico, a noi così vicino*. Dopo aver fortunatamente sfiorato le Azzorre punta dritto sull’Irlanda. Molto probabilmente è destinato a perdere vigore e arriverà sulle coste “solo” come una violenta tempesta, per non definirla tropicale visto che i tropici sono altrove. I venti associati e le mareggiate daranno comunque del filo da torcere, ma le coste irlandesi sono in grado di sostenerli, anche se solitamente hanno matrice diversa.
I media in generale hanno nuovamente giocato la carta dell’allarmismo nel definire Ophelia, ma solo pochi si sono chiesti cosa ci faccia un uragano nell’Atlantico settentrionale, che fa rotta verso l’Irlanda.




Benché non sia il primo uragano che sia sfuggito alla rotta usuale, ricordiamo Vince che tocco le coste della penisola iberica nel 2005, qualche segno di preoccupazione d…

Il metronomo forzato

Immagine
Anche se si riuscisse a contenere l'aumento della temperatura globale entro 1,5 gradi C rispetto al periodo pre-industriale, come prevede l'obiettivo più ambizioso dell'accordo di Parigi, nel corso dei prossimi decenni gli eventi estremi del fenomeno di El Niño saranno comunque più frequenti. Lo prevede questo studio. La frequenza degli eventi di Niño estremo, secondo lo studio, aumenterebbe linearmente con l'aumento delle temperature medie globali fino ad un raddoppio della stessa frequenza con 1,5 ° C in più di riscaldamento globale, da 5 eventi al secolo oggi a 10 nel 2050.
Sostenuta da un approfondimento del termoclino oceanico che favorisce un più rapido riscaldamento nel Pacifico equatoriale orientale rispetto alla regione extra-equatoriale, questa crescente frequenza degli eventi di Niño estremo continuerebbe fino ad un secolo dopo che la temperatura media globale si sarebbe stabilizzata.
Questo risultato è piuttosto inatteso, e indica che le generazioni future…

Verso il punto di non ritorno

Immagine
Interessanti riflessioni sul clima attraverso questa intervista a Giovanni Kappenberger. Glaciologo di formazione, nato il 27 ottobre del 1948, Kappenberger è stato uno dei volti più noti della meteorologia della Svizzera italiana. Per 30 anni è stato a servizio a Meteosvizzera, da 40 si occupa (ancora oggi!) di rilevare sul posto i bilanci di massa di alcuni ghiacciai delle Alpi svizzere (prima il Clariden, dal 1992 il Basodino). Vive a San Bernardino (1600 mslm) in una baita costruita nel 1946 dal nonno Rodolfo Gansser (papà anche di Augusto, il noto geologo), da cui ha ereditato la sua grande passione per la montagna e la natura.
I ghiacciai stanno sparendo,le montagne si sbriciolano…
Certo, e occhio a questo grafico. Indica la concentrazione di parti per milione (ppm) di CO2 sulla Terra da 800mila anni a oggi. Prima d’ora non era mai successo che salisse sopra i 300 ppm. Oggi siamo a oltre 400.
Colpa dell’uomo?
Senza dubbio. I valori registrati negli ultimi 40 anni lo dimostrano. Inf…

Fluttuazioni nel trend artico

Immagine
Ottava estensione più bassa da inizio serie satellitare per la bachisa artica al minimo annuale, questo settembre. "Solo" ottava (si fa per dire: siamo sempre abbondantemente sotto la mediana e sotto anche il range interdecile) grazie soprattutto alle favorevoli condizioni estive dell'Artico; ennesima annata nelle top10 grazie al trend di fondo (9 dei 10 minimi estivi più bassi sono tutti appartenenti all'ultimo decennio). 
Rank dal record in su: 1)  2012: 3,39 mio kmq 2)  2016: 4,14 mio kmq 3)  2007: 4,15 mio kmq 4)  2011: 4,34 mio kmq 5)  2015: 4,43 mio kmq 6)  2008: 4,59 mio kmq 7)  2010: 4,62 mio kmq 8)  2017: 4,64 mio kmq 9)  2014: 5,03 mio kmq 10)2013: 5,06 mio kmq

Volume totale dei ghiacci marini artici, peraltro, ai minimi storici. E quindi spessore sempre più sottile (stimati circa 1 m e 20 cm in meno in tre decenni e mezzo in luglio!), ghiaccio sempre più giovane e fragile. E soggetto, così, alle fluttuazioni interannuali dominate dalla variabilità interna. U…