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La spinta del mare

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Il mare sta salendo in maniera sempre più rapida. E questa accelerazione (vedi per es. i dataset Topex/Poseidon*-NASANOAA, UniColoradoCSIROAVISO+, PSMSL,...) è guidata soprattutto dagli effetti indiretti del GW. Una situazione che preoccupa considerando la quota importante di popolazione mondiale esposta alle conseguenze di questa situazione. Solo negli USA il 40% della popolazione vive in zone costiere vulnerabili agli effetti di questo fenomeno, per non parlare di aree popolatissime come il sud e sudest asiatico.


Negli USA, per es., sono in netto aumento le inondazioni intermittenti causate da alta marea, una situazione che solo pochi decenni fa, con un livello del mare più basso, era assai meno frequente e, di solito, riconducibile ad eventi meteorologici estremi come il passaggio costiero di potenti uragani.
Le cause sono da ricercare in un mix di tre fattori che convergono nell'accelerare questo problema: la subsidenza costiera, la perdita di barriere naturali lungo le…

Una fatica...stratosferica!

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Lo strato di ozono stratosferico fatica a riprendersi. Dopo la messa in atto, una ventina di anni fa, del Protocollo di Montreal del 1987 sul divieto e relativo abbattimento dei gas a lunga durata e di produzione industriale clorofluorocarburi (CFC) responsabili della sua riduzione, come ci si aspettava e si è iniziato a vedere, lo strato di ozono in stratosfera ha cominciato dapprima a mostrare un rallentamento della sua riduzione e poi a ricostituirsi lentamente, pur con le inevitabili incertezze relative ai tempi di risposta e alle naturali fluttuazioni interannuali.

Tuttavia, questo rebound non avviene in modo uniforme: in alcune zone della stratosfera e in alcune bande latitudinali, questo importantissimo gas che assorbe parte delle radiazioni solari e protegge gli esseri viventi sulla Terra da un’eccessiva radiazione di raggi UV mostra dei livelli che continuano ad assottigliarsi. È quanto emerge da questo studio di un team internazionale guidato da ricercatori dell'ETH e …

2017: quarto podio consecutivo!

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Dal 1900 non è mai successo che quattro anni consecutivi entrino nel podio dei più caldi in superficie. Mai fino ad ora. E per giunta, con lo "scalino" più netto. Ma con un 2017 che sale al secondo (NASA, ECMWF, Berkeley Earth) risp. terzo posto (NOAA, JMA, HadCRU, C&W), anche questo ennesimo record è stralciato, al netto dei margini di incertezza. Sintomo più limpido del cielo a valle in una giornata di favonio del GW accelerante. E pensare che c'è ancora qualche pecorone che sparla e sentenzia di "pause e pausette" (vedi marker nero nel secondo grafico sotto) e qualche ciarlatano che straparla e pontifica di global cooling (vedi dopo)...




Vediamo il ranking preparato dal gruppo afferente al Berkeley Earth:


Vediamo l'andamento mese per mese, prima in forma grafica, poi come mappa:




E ora la differenza di andamento termico fra terraferma e oceani:



Un anno ancora una volta con una distribuzione spaziale dei record di caldo piuttosto densa, a fronte di nes…