Post

Visualizzazione dei post da Agosto, 2011

Più che abissi, magneti!

Immagine
D'accordo che lo stato criosferico dell'Artico è sempre più precario, e un ritorno alle condizioni di due decenni e oltre fa appare oggi, francamente, assai improbabile. Almeno a breve e medio termine.

D'accordo che ci sono alcuni studi - fra la marea di altri - un po' più ottimistici circa lo scenario della totale scomparsa del pack durante la breve stagione estiva, vedi ad es. qui, qui o qui.

D'accordo che si parla quindi di abissi.

Ma l'Artico, come dicevo già qui, per moti settori economici oggi equivale sempre più ad un potente magnete.

Irene e i suoi fratelli

Immagine
Solo excerpts da interviste e da papers. E qualche grafico.

Cominciamo da Romm (grazie a Paolo C):
1. Sea level rise makes storm surges more destructive.2. “Owing to higher SSTs [sea surface temperatures] from human activities, the increased water vapor in the atmosphere leads to 5 to 10% more rainfall and increases the risk of flooding,” as NCAR Senior Scientist Kevin Trenberth put it in an email to me today.3. “However, because water vapor and higher ocean temperatures help fuel the storm, it is likely to be more intense and bigger as well,” as Trenberth writes.

Goodday, Irene

Immagine

Abissi e magneti artici 2011 - SIE agosto

Immagine
Occhio: l'area glaciale artica (Sea Ice Area, SIA, ovvero le zone marine realmente ricoperte da ghiaccio) ha già raggiunto il minimo del 2007, mentre l'estensione (Sea Ice Extent, SIE) non lo è ancora e se la gioca sul filo di lana il mese prossimo. Considerando come il 2007 aveva dalla sua il picco negativo piuttosto tardivo (il minimo nella SIE fu raggiunto nella seconda metà di settembre, alcuni giorni dopo la media) e quest'anno il fatto che la SIA sarà presumibilmente più ridotta, c'è da scommettere sul fotofinish.

Provaci ancora, Sam

Immagine
Due per uno: prendi due (sberle) pagandone solo una, per la felicità di BigOil. È un po' il leitmotiv dell'ultim'ora nella contea terrapiattista, considerando come:


Granita al limone

Immagine
Cosa c'è di meglio di una granita al limone (o la variante meno classica, che preferisco: all'amarena) che possa illudere di smorzare la nostra sete messa a dura prova da questa potente heatwave tardoestiva?

Et voilà: basta planare sul mare di Beaufort ed ecco la granita al lavoro...

Entro giovedì un aggiornamento sulla proiezione del SIE minimo di settembre. Devo ancora verificare un paio di cose.

Flussi glaciali

Immagine
Un enorme sistema, che trasporta ghiaccio per migliaia di chilometri attraverso l'Antartide, è stato scoperto dalle agenzie spaziali quale risultato degli sforzi comuni di ricerca sulle regioni ghiacciate del pianeta in occasione dell'Anno Polare Internazionale. Queste nuove scoperte sono considerate fondamentali per la comprensione dell'innalzamento del livello dei mari. Mettendo insieme miliardi di dati radar acquisiti sopra l'Antartide da satelliti come Envisat dell'ESA, Radarsat della CSA ed ALOS della JAXA, un gruppo di scienziati (con a capo Eric Rignot) ha creato la prima mappa di ghiaccio in movimento sull'intero continente antartico - e fatto delle scoperte eccezionali.

Fools Cold

Immagine
Tempi di drawndowns, di fluidità e di crisi strutturale. E cosa c'è di meglio, quindi, del solito bene rifugio?
Tempi di drawndowns, di fluttualità e di criticità strutturale. E cosa c'è di meglio, quindi, del solito valore di ripiego?

Oggi per una ripresa massiccia dei ghiacci artici o di quelli alpini o per un tris di anni globalmente freddi coi controzebedei (diciamo: sotto la media pluriennale, sì quella che non esiste in natura...), insomma per l'incipit di una NIA (o anche solo NLIA), i bookmakers pagano oro...


Jambo Africa!

Immagine
Guest post speciale sull'Africa in un (ennesimo) periodo drammatico per il Corno: si tratta della traduzione di un articolo scritto da René Estermann, direttore di myclimate, sul blog climatico dell'ETH.




Sono appena tornato da una visita dei nostri progetti in Africa. Tra le altre cose, ero con Anthony, un partner del progetto in Kenya: lui e la sua squadra installeranno nei prossimi anni 52'000 cucine efficienti per le famiglie nelle aree rurali intorno alla foresta Kakamega - l'ultima foresta pluviale del Kenya. Con l'aiuto di queste cucine, nei prossimi 7 anni si impedirà l'emissione di circa 250'000 tonnellate di CO₂, l'equivalente di quel che 100'000 automobili emettono mediamente ogni anno in Svizzera. Grazie ai fondi di compensazione di myclimate, i costi di un fornello ammontano a soli 200-300 scellini kenioti, un buon 75% in meno.

Sfide di una notte di mezza estate

Immagine
Sopra una sfida à la centralina da Giove e oltre.
Sotto a chi tocca...

Questione di percezione e appercezione.

It's the sun, stupid! V - Eliolismi

Immagine
Nel 1938, durante una conferenza al Trinity College, l'eccentrico astrofisico britannico Arthur Eddington affermò:
Credo che ci siano 15 747 724 136 275 002 577 605 653 961 181 555 468 044 717 914 527 116 709 366 231 425 076 185 631 031 296 protoni nell'universo e lo stesso numero di elettroni Nel tentativo di scovare il numero perfetto che fungesse da collante alla Teoria del Tutto - come l'Ijon Tichy di Lem - Eddington non presentò una stima, con i relativi gradi di incertezza, ma - per ragioni meramente estetiche e numerologiche - asserì che *quello* doveva essere *esattamente* il numero cercato. Oggi viene definito, appunto, come il numero di Eddington.

Paleonews I

Immagine
Primo post interamente dedicato a notizie sulle ricostruzioni paleo, dopo qualche info qua e là dedicata soprattutto all'ultimo millennio.
Approfitto da un lato della pubblicazione di un numero speciale della rivista "The Holocene" dedicato alla tenuta dell'ipotesi ruddimaniana della prematura era antropocenica lungo tutto l'Olocene.
Dall'altro, la stessa "Nature Geoscience" focalizza il proprio numero di luglio sulla sensibilità climatica (via feedbacks relativamente veloci) e del sistema terrestre (via feedbacks a più lungo termine) dedotta dalle ricostruzioni paleoclimatiche, con specifici approfondimenti soprattutto sul MPWP e sul PETM.
Infine inserisco un primo spunto dal meeting dell'INQUA 2011  a cui ho partecipato settimana scorsa.