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Visualizzazione dei post da Luglio, 2013

The burning & the flood

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Vi ho lasciato ad inizio mese con una splendidacanzone di un giovane e "local" chitarrista rock emergente (ascolta anche qui). Riprendo il flusso ancora con questa che, nel frattempo, è oramai diventato il mio tormentone sonoro dell'estate 2013.

Scherzare col fuoco, giocare con l'acqua

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Primo break estivo, sarò off per un paio di settimane.

Nel frattempo vi lascio con due spunti.

Effetti collaterali

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La CO2 non solo porta al riscaldamento globale, ma, come si sa, acidifica anche i mari. Le emissioni devono pertanto essere ridotte anche più drasticamente di quanto precedentemente richiesto.
Per la policy climatica, gli scienziati hanno a suo tempo formulato l'obiettivo della soglia limite dei 2 gradi C per evitare un cambiamento del clima troppo forte ed impattante*. Così, le emissioni di CO2 devono essere drasticamente ridotte, in caso contrario la temperatura media globale aumenterà, secondo le simulazioni climatiche, di più di 2 gradi C rispetto ai livelli pre-industriali di cui sopra con conseguenze potenzialmente molto pericolose.

10 anni fa, il forno II - Persistenza

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È molto raro che un pattern meteorologico, alle nostre latitudini, domini per un'intera stagione (e oltre) senza quasi soluzione di continuità. Quando succede, di solito e soprattutto per i casi di configurazioni di blocco, abbiamo scarti climatici (termici e/o pluviometrici) dalla media di riferimento molto anomali e stagioni estreme. Fu questo, per es., il caso di uno degli inverni europei in assoluto più freddi e lunghi dell'intero 20esimo secolo: quello dell'ultima gelata dei laghi svizzeri, il 1962/63.
Ebbene: l'estate di 10 anni fa, oltre alle punte estreme di calore (che vedremo nel prossimo post e di cui abbiamo già parlato un po' nel primo), fu connotata dalla reiterazione di pattern atmosferici che le diedero il volto estremo che conosciamo bene. E anzi: quella della persistenza fu forse la sua caratteristica più anomala, famosa e impattante, anche se per quel che concerne gli impatti sulla salute umana e sui decessi associati, è piuttosto la persistenza…

Canary in an arctic's coal mine

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C'è una relazione fra un fenomeno relativamente nuovo, accelerante e drammaticamente evidente come la riduzione e non molto futura scomparsa estiva della banchisa artica ed effetti meteo e climatici regionali e remoti come persistenti anomalie bariche, di circolazione atmosferica e della posizione e ampiezza delle correnti a getto e conseguentemente anomalie termiche e pluviometriche alle medie latitudini?
Ci sono relazioni fra le implicazioni che questo nuovo equilibrio dinamico induce (in termini di effetto albedo, scambi di energia, gradienti modificati,...) e il modo in cui la variabilità atmosferica a distanza si manifesta nel tempo?