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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2017

O neve mia...

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Entro la fine del secolo il livello di innevamento naturale sulle Alpi salirà da 500 a 700 metri, spiega il climatologo Reto Knutti nell'intervista qui sotto.
Knutti  è co-autore di un nuovo rapporto sull'impatto del cambiamento climatico in Svizzera (vedi anche qui), in particolare ha contribuito alla parte 1 ("basi fisiche") e alla 3 ("mitigazione").
Knutti è fisico dell'atmosfera e professore ordinario presso l'ETH di Zurigo. Lavora con i modelli climatici matematici che descrivono gli effetti dei gas serra nell'atmosfera. Knutti è uno dei principali autori del Working Group I del quinto e ultimo rapporto dell'IPCC, Contributor, Expert Reviewer, Draftin Author dell'SPM, Lead Author del TS, Contributing Author del cap. 5, del cap. 9 e del cap. 10 e Coordinating Lead Co-Author del cap. 12 dedicato alle proiezioni a lungo termine del cambiamento climatico.
L'intervista è corredata da diverse immagini che sono associate a parte delle…

In contropiede

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Come è tipico, anche quest'inverno la qualità dell'aria degli Stati Uniti è molto migliore di quella nella maggior parte dell'Europa e dell'Asia.



Vedete l'aria pulita (a sinistra nelle mappe sotto) nella maggior parte delle città degli Stati Uniti?

Il clima svizzero sotto i riflettori

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«Brennpunkt Klima Schweiz», in francese «Coup de projecteur sur le climat suisse», che potremmo tradurre con Il clima svizzero sotto i riflettori è il titolo del rapporto, pubblicato nello scorso mese di novembre dalle Accademie svizzere delle scienze, frutto della collaborazione di una settantina di ricercatori svizzeri durata 3 anni, che presenta in forma chiara e comprensibile anche ai non specialisti le conseguenze del cambiamento climatico per la Svizzera.

Cambiamento del clima in montagna

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Luca Mercalli e Daniele Cat Berro di Nimbusweb, sito ufficiale della Società Meteorologica Italiana e autorevole portale italiano della meteorologia e del clima, in una recente pubblicazione presentano una dettagliata panoramica delle conseguenze del cambiamento climatico sull’ambiente alpino (rivista SCIENZE del TERRITORIO, Università degli Studi Firenze, vol. 4 (2016) - Riabilitare la montagna). Qui una succinta panoramica.

Buon compleanno, Guy!

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Con un po' di ritardo ... ma meglio tardi che mai!

Rompere le balle

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Thomas Stocker - Professor of Climate and Environmental Physics all'istituto di fisica dell'Università di Berna, "che solo a leggerne il CV ti sembra di recitare la divina commedia tanto e’ lungo",  co-chairman del WGI del quinto e ultimo rapporto di valutazione dell'IPCC -  demistifica tre miti del negazionismo climatico che come balle riempite di elio continuano a volare sopra Flatlandia. E suggerisce e sollecita l'inizio della quarta rivoluzione industriale: dopo meccanizzazione (prima), elettrificazione (seconda) e digitalizzazione (terza) i tempi sono ormai maturi per la decarbonizzazione. Il tutto al TEDxBern dello scorso autunno.

Nemesi

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Fratture e spedizioni antartiche

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5 campi da calcio al giorno!
Quasi 30 km negli ultimi due mesi: è questa l'impressionante velocità con cui da dicembre si sta allungando l'enorme crepa della Larsen C, quarta più grande piattaforma glaciale antartica.

Trompe-l'œil

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Wiki: il trompe-l'œil (francese[tʀɔ̃pˈlœj], letteralmente "inganna l'occhio") è un genere pittorico che, attraverso espedienti, induce nell'osservatore l'illusione di stare guardando oggetti reali e tridimensionali, in realtà dipinti su una superficie bidimensionale. (...) In questo modo l'osservatore percepisce illusoriamente una realtà inesistente, creata artificialmente attraverso mezzi pittorici.
Quiz: Spot the difference, once again!

El Niño reloaded?

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Troppo presto per chiamarlo, specie in questo periodo dell'anno in cui le skills dei modelli sono basse (non hanno nemmeno ancora superato la spring barrier) e il rischio dell'allerta lupo è alto.
Tuttavia...

Fedal

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Omaggio un po' tardivo a due giganti, che ci hanno regalato domenica scorsa un ennesimo memorabile capitolo della saga infinita...

Il 2016 in Svizzera

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Guest post di Marco Gaia \ Meteosvizzera
L’anno nuovo è arrivato e quello vecchio passa ora agli archivi. Le bocce sono ferme e si possono tirare le somme. Sull’insieme della Svizzera la temperatura media ha superato di circa 1,5 gradi la media 1961-1990 portando così il 2016 nella top ten degli anni più caldi dall’inizio delle misurazioni, nel lontano 1864. Da notare come, per le stazioni a basse quote, tranne il 1994, tutti gli altri anni presenti in questa particolare graduatoria si sono verificati dopo il 2000.
Pur con differenze regionali attorno ai ±20% la quantità di pioggia caduta complessivamente sull’arco dell’anno è stata sostanzialmente quella che ci si può attendere. E anche il numero complessivo di ore di sole può essere considerato come «normale».