Too extreme not to march?



La Giornata della Terra, che si celebra oggi 22 aprile per la 47esima volta, è stata voluta dalle Nazioni Unite per riflettere sulla necessità di conservare le risorse naturali e la salvaguardia dell'ambiente.

Una protesta contro l'inquinamento dell'aria di attivisti in Nepal
Fino a un miliardo di persone vengono coinvolte dall'evento, celebrato per la prima volta nel 1970, che si concentra su temi come l'inquinamento, la distruzione degli ecosistemi e la scomparsa di specie animali e vegetali.



Quest'anno la giornata - che ha come campagna l'alfabetizzazione ambientale e climatica (e a giudicare da certe opinioni che si leggono qua e là è senz'altro d'uopo) - coincide con la Marcia per la scienza, organizzata in tutto il mondo per dire "no" al crescente scetticismo nei confronti delle scoperte scientifiche, come il cambiamento climatico, e sottolineare l'importanza che il lavoro degli scienziati ha per tutta l'umanità.

La Marcia per la scienza in Australia

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MS approfitta della giornata per introdurre il primo di una serie di post dedicati all'estremizzazione del clima.

Ogniqualvolta si dice che il GW aumenta gli "estremi", occorrerebbe distinguere tra i diversi aspetti del problema. Innanzitutto è utile riprendere una definizione di evento estremo. Lo riassumo nella seguente slide, adattata al caso:


E, a seguire, quest'altra slide spiega la differenza fra evento estremo e impatto che questo può generare:


Detto questo, vediamone alcuni aspetti:

1) aumento della frequenza delle temperature estreme più calde che deriva da un aumento della media della distribuzione della temperatura senza cambiamento nella forma della distribuzione o nelle correlazioni temporali;

2) aumento delle precipitazioni estreme che risulta da un aumento dell'umidità atmosferica, questo a sua volta derivante dall'aumento della saturazione della pressione di vapore in conseguenza del riscaldamento e senza cambiamenti nei venti che convergono umidità nella regione di interesse durante questi episodi di precipitazione estrema;

3) cambiamenti nella frequenza delle tempeste o nelle anomalie climatiche a bassa frequenza, come la siccità, derivanti da variazioni nella circolazione atmosferica o oceanica su larga scala;

4) cambiamenti nell'intensità delle tempeste.



Nel prossimo post approfondirò il primo dei questi aspetti: quello relativo alla frequenza delle temperature estreme più calde e alle associate ondate di calore.

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