Clima più estremo? II — Heatwaves, conseguenze


Che conseguenze avrà il riscaldamento globale sulle estati svizzere? Che effetti provocherà l'aumento della frequenza delle temperature estreme più calde?
Queste le domande a cui ha dato risposta, pochi giorni fa a Berna in un convegno, un team di climatologi che ha informato i decision makers su questo attuale e scottante tema.
Le risposte degli scienziati del clima sono state piuttosto sgradevoli: ondate di calore estreme, come quelle verificatesi nel 2003 e nel 2015, diventeranno più comuni, più intense e dureranno più a lungo. Con conseguenze fatali (vedi anche qui).


Il ricercatore allo IACETH Erich Fischer ha ricordato che in Europa centrale oggi dobbiamo fare i conti con un'estate estrema che in media si verifica ogni 5 anni, mentre in passato questo tipo di stagione estiva si verificava solo una volta ogni 40-50 anni*. E questo con evidenti effetti negativi sulla salute della popolazione: Fischer fa riferimento ad uno studio del Tropical and Public Health Institute di Basilea, che è stato incorporato in un rapporto dell'Ufficio federale dell'ambiente. I ricercatori hanno scoperto che l'ondata di caldo dell'estate 2015 è costata, nella sola Svizzera, diverse centinaia di vite.
"Nei mesi di giugno, luglio e agosto 2015 sono morti in Svizzera 804 persone in più di quanto ci si sarebbe aspettati in un anno normale", si legge nel rapporto. Un numero grande quasi quanto quello registrato durante l'estate estrema e da record del 2003, quando ci sono state 975 vittime di calore (e più di 70'000 in tutta Europa!). A titolo di confronto, nel 2003 sono state conteggiate 546 vittime della strada, mentre nel 2015 per lo stesso motivo morirono 253 persone. Il calore estremo di quelle due estati connotate da ripetute, intense e durature heatwaves ha mietuto quasi il doppio rispettivamente più del triplo delle già molte vittime di incidenti stradali.
Serie temporale della temperatura massima giornaliera durante l'estate del 2003 a Parigi. La linea nera spessa (linea nera tratteggiata) indica il 95° percentile giornaliero pluriennale (stagionale) per Parigi, calcolato usando dati fra il 1906 e il 1990. I cosiddetti "giorni caldi" (definiti come giorni durante i quali la temperatura massima giornaliera supera il 95° percentile giornaliero pluriennale della temperatura massima giornaliera) sono i cechi neri aperti e in grassetto. La banda grigia verticale rappresenta il periodo di quell'estate connotato dall'ondata di calore più lunga (i 12 "giorni caldi" consecutivi). La maggior parte delle 70'000 vittime europee di quell'estate estrema si concentrarono in quel periodo. Fonte: Della-Marta et al. 2007
Vittime classificate come "relazionate al caldo" negli Stati Uniti, 1979-2014. Fonte: EPA

Ma a differenza degli incidenti, le vittime da canicola vengono meno facilmente documentate nei singoli casi e le storie individuali sono poco conosciute. Il loro numero viene maggiormente rilevato da un punto di vista meramente statistico: è la differenza tra decessi registrati attesi ed effettivi. Particolarmente a rischio sono le persone con malattie cardiovascolari e anziani oltre i 75 anni. Ma sarebbe sbagliato dedurre che per queste vittime del calore estremo si partiva da una situazione di salute precaria che le avrebbe portate comunque a morte prematura anche senza la condizione climatica di contorno. "In questo caso si sarebbe dovuto notare una corrispondente diminuzione dei casi di mortalità nelle settimane successive all'ondata di calore, ma non abbiamo trovato nessuna compensazione di breve periodo", afferma il professor Martin Röösli, co-autore dello studio. Molte delle vittime, quindi, sarebbero state in grado di vivere in condizioni ordinarie ancora per qualche tempo. Röösli sottolinea anche che nel 2015 circa 100 giovani e persino 11 bambini sono stati tra le vittime del calore estremo. Una caratteristica, quest'ultima (la morte di bambini molto piccoli), molto più frequente nel passato, al punto che ne erano le principali vittime, mentre oggi lo sono gli anziani.



L'Ufficio federale dell'ambiente ha pubblicato il rapporto nel mese di febbraio e lo ha fatto soprattutto per i media. Le autorità della Confederazione e dei Cantoni, tuttavia, sono già da tempo al lavoro sulle misure da adottare per ridurre al minimo il numero di vittime delle future ondate di calore estremo.



Così Röösli e il suo staff per conto dell'Ufficio hanno creato una lista di raccomandazioni che è stato messo online pochi giorni fa.

Le misure si basano su progetti esistenti in Svizzera e all'estero. Si va da campagne di informazione sulla formazione del personale infermieristico ad un sistema di allarme nazionale. Nei giorni di canicola, viene raccomandata la distribuzione di acqua potabile gratuita su treni, autobus e nelle città. Con un lavoro di coppia, nel caso di caldo estremo, i volontari si prenderebbero cura delle persone più vulnerabili e particolarmente a rischio.
Poiché nelle città il calore aumenta molto più velocemente che in campagna e le temperature notturne diminuiscono meno velocemente, vengono suggerite anche misure di pianificazione urbanistica a lungo termine. Per es. più aree verdi in città (che, oltre a numerosi altri benefici, attenuano l'effetto di isola di calore in caso di heatwaves e riducono l'inquinamento da smog e da polveri sottili) o impianti di nuove strade o creazione e ampliamento di superfici con acque libere che contribuiscano al raffrescamento.



"Tali misure sono sì costose, ma vale la pena implementarle", dice Röösli. Nel 2015 il numero delle vittime da canicola è stato minore nella Svizzera francese rispetto alla Svizzera tedesca e alla Svizzera sudalpina, perché lì esistono già da tempo sistemi di allarme piuttosto adeguati

"Anche se si riuscisse a limitare l'aumento della temperatura globale a 2 gradi entro fine secolo, in conformità con il necessario Accordo di Parigi sul clima, sarebbero comunque inevitabili nuove ondate di calore in Svizzera", aggiunge Fischer. "Questo aumento non lo possiamo ormai più evitare, dobbiamo affrontarlo per rallentarne la crescita e per poterci adattare meglio" (vedi anche qui e qui).




*Per es. estati piuttosto estreme come quelle che si sono verificate ad intermittenza negli ultimi tre decenni nella regione alpina (a parte quelle record del 2003 e del 2015) sono state, nel corso degli ultimi 150 anni, anche quelle del 1911, 1928, 1945, 1947, 1950, 1952 e 1983. Il decennio a cavallo fra la metà degli anni 40 e i primi anni 50 ha visto una notevole concentrazione / frequenza di estati molto calde, segnando una sorta di amuse-bouche anticipato della calda e sostanziosa pietanza servita solo più tardi.

Commenti

  1. 'Che conseguenze avrà il riscaldamento globale sulle estati svizzere?'

    E sugli inverni svizzeri? Quante persone in meno moriranno di bronchiti grazie al riscaldamento globbbbale assassino?
    Analisi costi-benefici, questa sconosciuta.
    Riprovare con calma.
    Ciao.

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    1. Come scritto e virgolettato, stiamo parlando per l'appunto delle estati. Poi, per l'appunto con calma, parleremo anche degli inverni e delle coldwaves meno intense, durature e frequenti che diminuiscono le bronchiti, ma anche dello smog da polveri sottili, che invece le favoriscono.
      Analisi rischi-opportunità, quest'altra sconosciuta.
      Bye.

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    2. "Riprovare con calma."
      http://www.nature.com/nclimate/journal/vaop/ncurrent/full/nclimate3322.html

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  2. "GIORNI DI CANICOLA ALLA FINE DEL XXI SECOLO" Si tratta di un refuso o di una previsione? Grazie.

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  3. Sconosciuta perché inesistente.
    Mah...

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  4. @Bernardo da leppo

    Si tratta di una previsione basata su modelli matematici lontani dalla realtà, dormi tranquillo.

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    1. No, si tratta di una previsione basata su modelli matematici che tengono conto della fisica e che trovano già ampio riscontro nella realtà.
      Il numero di giorni di canicola (o giorni tropicali, con Tmax di almeno 30 gradi) è più che raddoppiato nel corso dell'ultimo secolo, passando in media, per es. a Ginevra da 7 a 15, a Zurigo da 3 a 7 e a Lugano da 4 a 12. E naturalmente, questa crescita, come mostrato nel post, non è lineare.

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    2. come mostrato nel primo post sull'estremizzazione del clima
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2017/05/clima-piu-estremo-i-temperature.html

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